SCUOLA E CASA: PER UNA PEDAGOGIA DEGLI AMBIENTI

SCUOLA E CASA: PER UNA PEDAGOGIA DEGLI AMBIENTI
18 Aprile 2015 redazione

Ripensare l’ambiente destinato ai bambini, per ripensare al tempo stesso la loro educazione: è stato questo il tema principale del laboratorio “Spazi che educano”, l’incontro con Maya Azzarà e Simonetta Musetti che si è svolto sabato 18 aprile al Palazzo Istruzione di Rovereto, nell’ambito della sesta edizione di “Educa”.

Le due relatrici si sono concentrate soprattutto sui due contesti più importanti per la crescita dei bambini e lo sviluppo della loro personalità: quello dei legami più intimi, ovvero la casa, e quello delle relazioni allargate, cioè la scuola.

Lo studio dell’evoluzione architettonica degli spazi scolastici ha permesso di dimostrare come, ad ogni precisa idea pedagogica, corrisponda una determinata organizzazione dello spazio. La classe tradizionale, con i banchi rigidamente disposti in fila, tutti di fronte alla cattedra, è l’espressione di una concezione educativa autoritaria, in cui gli alunni sono scoraggiati dall’interagire tra loro e costretti a rivolgersi passivamente verso il maestro come l’unica fonte di conoscenza. Non a caso, chi ha elaborato, nel corso del Novecento, metodi didattici rivoluzionari – da Maria Montessori a Rudolf Steiner, passando per Loris Malaguzzi – ha proposto anche una profonda ristrutturazione della classe. «Gli spazi scolastici non devono essere rigidi, ma devono permettere agli scolari di sperimentare nuove soluzioni di movimento e di socialità, e dunque di rivelare se stessi e il loro carattere» ha spiegato Simonetta Musetti.

Del contesto abitativo domestico si è occupata invece l’architetta Maya Azzarà, autrice del libro “Case anche per bambini”, edito da La Meridiana nel 2014. «I nostri figli, fin dall’età infantile, devono essere considerati coinquilini, e non ospiti, delle nostre case», ha affermato Azzarà, illustrando l’importanza di permettere ai membri più giovani della famiglia di partecipare all’organizzazione e alla gestione dell’ambiente in cui vivono. Nel corso della conferenza è emerso inoltre in maniera chiara come ideare gli spazi domestici sulla base delle esigenze dei piccoli contribuisca in realtà a responsabilizzarli e renderli indipendenti, rispettando così quello che Maria Montessori riteneva il più intimo bisogno del bambino: “aiutami a fare da solo”.