LIBERTÀ E REGOLE: IL TEMA DELLA VII EDIZIONE

LIBERTÀ E REGOLE: IL TEMA DELLA VII EDIZIONE
11 Febbraio 2016 redazione

La cultura occidentale si fonda sul valore della libertà inevitabilmente legata alla definizione di regole, concetti sui quali hanno riflettuto per secoli filosofi, letterati e religiosi. Valori per i quali hanno combattuto migliaia di donne e uomini. Idee fondanti del vivere comune che oggi rischiano di essere date per scontate. Le notizie che appaiono tutti i giorni sulla stampa dimostrano invece che non sono affatto condizioni garantite a tutti, né assicurate in ogni situazione del vivere e in ogni parte del mondo.
Il rischio poi è che oggi siano percepiti come elementi astratti e distanti: il significato che si dà a libertà e regole impatta invece sulla vita quotidiana, si manifesta nelle esperienze familiari, dentro la scuola, al lavoro, nei contesti associativi e nella comunità. Quante volte mamme e papà, insegnanti ed educatori si chiedono: come insegnare a rispettare le regole? E quali sono le regole giuste? Quale lo spazio di libertà da dare e darsi? Interrogativi che si pongono fin dai primi di anni di vita dei bambini per poi assumere altri toni e altre declinazioni nelle fasi successive della vita: dall’adolescenza alla giovinezza.
Libertà e regole riguardano l’io e il noi, noi e il mondo; le relazioni tra uomini e donne, tra culture e religioni diverse, il rapporto con la natura, l’economia, la spiritualità, la giustizia e la democrazia. Il contesto divenuto globale – globalità che si vive anche nella prossimità: nei paesi, nei quartieri in tutti i contesti sociali –  richiede oggi di interrogarsi nuovamente sul loro significato e di farlo in chiave educativa perché queste parole  esprimono la visione del mondo e dell’altro.
Sono queste le ragioni che hanno spinto il Comitato promotore di EDUCA a dedicare a “Libertà e regole”  la VII edizione del festival dell’educazione (promosso da Provincia autonoma di Trento, Università degli studi di Trento e Comune di Rovereto e organizzato da Con.Solida) che si terrà dal 15 al 17 aprile a Rovereto.

L’intento del Comitato è di rimanere nel solco tracciato nel 2015 con il tema “Desiderio e conflitto”, ovvero rimettere al centro della riflessione gli elementi costitutivi del processo educativo chiamando tutti – ciascuno con le proprie esperienze, competenze e saperi –  al confronto. Lo scorso anno il festival con i suoi ospiti di fama nazionale ha contribuito a dare qualche risposta, risolvere qualche dubbio, ma, come giusto che sia, ha soprattutto generato nuove domande. Il desiderio ora è di andare ancora più in profondità e nel contempo elevare ulteriormente lo sguardo ponendo al centro altri due elementi fondanti dell’educare e del vivere, quali sono appunto libertà e regole. La sfida è cercare insieme le condizioni, i processi, i dispositivi formativi ed educativi che mettano in condizione le persone sia di dispiegare la propria umanità sia di dotarsi di nuove chiavi di lettura e nuovi sguardi, di elaborare inediti approcci e modalità di relazione, di condividere possibilità ed esperienze.
Questa ricerca comincia molto prima del festival con il processo partecipativo che fin dalle origini ha contraddistinto la costruzione del programma di EDUCA: persone e organizzazioni (pubbliche e private) sono chiamate a evidenziare prospettive, offrire riflessioni, segnalare pratiche educative. Tra le proposte, da inviare entro la metà di febbraio, il Comitato promotore selezionerà quelle da rappresentare all’interno della manifestazione attraverso seminari, laboratori e spettacoli.
In questo modo il festival diventa occasione per valorizzare una pluralità di esperienze e sperimentazioni maturate attorno e dentro ai luoghi – anche inediti – dell’educare e del vivere comune: la famiglia e la scuola innanzitutto, ma poi anche i contesti associativi e lavorativi, gli spazi vitali dentro le città e i paesi, gli ambiti sportivi e culturali e così via.

 

COSA NE PENSANO LORO?

Anche molti dei protagonisti delle scorse di edizioni di EDUCA, hanno messo al centro delle loro più recenti pubblicazioni il tema della libertà ritenendo sia urgente tornare a parlarne.
Così Mauro Magatti e Chiara Giaccardi in “Generativi di tutto il mondo unitevi! Manifesto per la società dei liberi” (Feltrinelli) sostengono che all’alba del ventunesimo secolo, la libertà, che ha vinto, è profondamente in crisi; paradossalmente nell’epoca della “libertà di massa” la libertà ha bisogno di essere ripensata. Un ripensamento necessario anche secondo il filosofo della scienza e matematico Giulio Giorello protagonista del festival lo scorso anno con il teologo Vito Mancuso. Nel suo recentissimo saggio “La libertà” (Bollati Boringhieri) Giorello sottolinea come essa non sia tanto un concetto, ma un orizzonte di vita e che occorre pensarla non come libertà dal mondo, ma nel mondo. Sulla libertà, anche se in un’altra prospettiva, ha scritto  anche Massimo Recalcati, più volte ospite di EDUCA. In “Le mani della madre” (Feltrinelli), lo psicoanalista sostiene che nel dono della libertà sta l’essenza stessa della maternità: essere madri è ospitare la vita senza vantare il diritto di proprietà.

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