Le schede di EDUCA IMMAGINE

Le schede di EDUCA IMMAGINE

Proiezioni, laboratori e focus dedicati a studenti e docenti, ma anche genitori ed educatori, per imparare a interpretare le migliaia di immagini che si vedono ogni giorno. La nuova rassegna che si svolgerà a Rovereto, dall’11 al 14 aprile, e si intreccerà con EDUCA, rappresenta una specifica declinazione nel campo dell’audiovisivo dell’attenzione educativa che ha generato e guidato fino a oggi il festival. L’evento, promosso da Consolida in collaborazione con i partner di EDUCA e con la direzione artistica della Trentino Film Commission e il sostegno di MIUR e MiBAC, nasce dall’esigenza di trovare strumenti di lettura e di comprensione critica del linguaggio visuale e si pone come obiettivo la creazione di strumenti didattici per il mondo della scuola e dell’educazione.

 

 

Ecco alcune delle schede dei laboratorio che seguiranno le proiezioni. Strumenti di lettura e comprensione critica dei film e degli elementi narrativi e formali che lo compongono. I laboratori sono a cura Fondazione Sistema Toscana – Lanterne Magiche.

 

Giovedì 11 aprile: La principessa e l’aquila 

Sinossi

La Principessa e l’Aquila racconta la straordinaria storia vera di Aisholpan, una ragazzina di tredici anni che vive in Mongolia e lotta per diventare la prima addestratrice di aquile, in un contesto culturale in cui l’addestramento delle aquile è un’arte millenaria tradizionalmente riservata ai soli maschi. Presso le popolazioni nomadi della Mongolia, la tradizione dei cacciatori con le aquile ha, infatti, duemila anni di storia. Il metodo per questo tipo di caccia, a volpi, lupi e altri animali, si tramanda di padre in figlio, laddove la persona mostra una propensione spiccata per la collaborazione con l’aquila. Quando cioè, per dirla con loro, “ce l’ha nel sangue”. Seguendo gli insegnamenti del padre, Aisholpan riuscirà a imparare il mestiere, a catturare e ad addestrare un aquilotto tutto suo, e a partecipare all’annuale competizione denominata Festival dell’aquila reale, diventare la prima cacciatrice con le aquile di sesso femminile: la volontà della ragazza è più forte dei pregiudizi.

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Venerdì 12 aprile: Caterina va in città 

Sinossi:

La famiglia Iacoponi, formata da Giancarlo (insegnante di ragioneria deluso e amareggiato), Agata (casalinga repressa e svagata) e la figlia tredicenne Caterina (amante della musica lirica e membro del coro della polifonica della città natale), si trasferisce a Roma. Da Montalto di Castro, il ridente paesino di circa 9000 anime da cui provengono, ubicato sul mare e distante circa 60 km dalla caotica capitale, il cambiamento è esponenziale.

Padre, madre e, soprattutto, la giovane e ingenua Caterina si ritroveranno a fare i conti con la difficoltà d’inserimento in una realtà completamente diversa da quella conosciuta. L’impatto è dirompente e ognuno di loro dovrà imparare a “cavarsela”…

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Sabato 13 aprile: Alla ricerca di Vivian Maier

Sinossi

Chi trova un rullino fotografico, a volte, trova un tesoro.
Nel 2007, un giovane collezionista di nome John Maloof acquista ad un’asta, per 380 dollari, una scatola di negativi pensando di ottenere immagini sulla Chicago degli anni Cinquanta, e scoprendo, invece, il primo tassello di un incredibile, immenso archivio fotografico. Ovvero, il tesoro segreto di Vivian Maier: bambinaia di professione e street phtographer per passione.
Dotato di fiuto e tenacia (ed anche di un’eccellente un’attitudine imprenditoriale) Maloof si getta, anima e corpo, come il più ostinato dei detective contemporanei, nella ricerca di tracce capaci di svelare il mistero che aleggia intorno a questa abile fotografa autodidatta, morta sconosciuta nel 2009. Un lavoro davvero immenso che ha portato, prima al recupero e alla catalogazione del vasto materiale della donna, poi, alla realizzazione, insieme al regista e produttore Charlie Siskel, di un documentario dedicato: Alla ricerca di Vivian Maier, appunto. Un film che, con andamento serrato e un impianto narrativo da giallo investigativo – alla stregua di altri documentari contemporanei, come Searching for Sugar Man, del 2012 – accompagna, passo passo, lo spettatore nel processo, condotto da Maloof, alla scoperta della Maier e della sua storia. Interviste agli ex bambini (oggi adulti) delle famiglie presso cui lavorava, immagini e filmati originali da lei realizzati, visite nei luoghi della sua esistenza… Un percorso basato su indizi e costellato di interrogativi, perlopiù destinati a rimanere tali. Chi è, dunque, questa bambinaia che ha “scattato” ossessivamente per tutta la vita, sviluppando solo poche immagini, e conservando una mole incredibile di negativi, rullini fotografici e pellicole nella propria stanza chiusa a chiave?
«Collezionare fotografie è collezionare il mondo», affermava Susan Sontag e, forse, la risposta più eloquente è racchiusa proprio nelle fotografie di Vivian, e nel riflesso sfaccettato dei suoi innumerevoli autoritratti.

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