don Luigi Ciotti
Siamo figli di un tempo che ci ha illuso con l’idea che fosse felice l’uomo forte, l'uomo che domina. Un uomo molto informato, istruito, protetto, economicamente agiato, relazionalmente non troppo vincolato dagli altri. Era molto seducente l’idea di depurare la realtà e la vita dalle sue ombre: la morte, il dolore, l’affanno, la mancanza, l’insuccesso, la fragilità.
Oggi però non possiamo ignorare che la crisi non è più eccezione, ma regola. E così l'incertezza sembra essere divenuta la cifra di una grande ansia individuale e collettiva, fonte dell’angoscia contemporanea, spesso generatrice di paure e di egoismi.
Queste paure chiedono alla famiglia, alla scuola, alla società di cercare e trovare strumenti o soluzioni educative buone per tutti. Noi crediamo invece che l'educazione - responsabilità di tutti e proprietà di nessuno - abbia il compito di favorire percorsi ed esperienze che consentano a ciascuno di scoprire le proprie caratteristiche. Quegli elementi unici, utili a fare i conti con sé stessi e con il mondo - realtà entrambe in costante movimento - facendo della capacità creativa la propria guida interiore.
Crediamo quindi sia centrale costruire e innovare le politiche e le pratiche educative basandole sulla capacità di leggere l’incertezza nelle sue diverse sfaccettature: quella creativa motore di cambiamento, quella deprivante di diritti e responsabilità.
Crediamo si debba insistere sull’ attitudine a mutualizzare i bisogni e i desideri potenziando le relazioni, a partire dalla propria identità interiore da scoprire, più che da una esteriore da mostrare.
Vogliamo trovare e promuovere modalità educative che approccino la singola situazione di precarietà non più come il risultato di un’incapacità individuale, ma come condizione comune a tutti gli uomini. Vogliamo cioè imparare a vivere, e non solo a vincere o a sopravvivere, nel contesto che ci è dato, senza per questo rinunciare a migliorarlo, facendo dell’ironia, del desiderio, della responsabilità, della capacità di errore e di riscoperta, le chiavi delle alleanze educative e sociali oltreché del nostro benessere individuale.
Siamo convinti che scoprendoci tutti potenti, proprio perché fragili senza vergogna, si creeranno possibilità di nuove relazioni ed un nuovo senso di vita comune.