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Notizie

30.09.2009

Interviste: Niccolò Fabi e Gianluca Pessotto

di Lorenzo Terenzio

Niccolò Fabi

La musica può influenzare lo sviluppo di un individuo: come?
La musica racconta delle storie in cui una persona si può riconoscere o non riconoscere, e grazie anche a questo, secondo me, può capire meglio il suo carattere.

Lei, da idolo, si sente educatore dei suoi fans? E che messaggi cerca di trasmettere?
Non mi sento idolo. Mi sento un individuo, un essere umano che ha la possibilità di fare musica nella propria vita. Alcune persone si sono avvicinate a questa musica e con essa si fanno compagnia e magari si aiutano in momenti di difficoltà o nei momenti di gioia, tutto il resto è esagerazione.
 
 


Gianluca Pessotto

Essere un idolo pesa sulla propria personalità
Non dev'essere un peso. Dev'essere un modo di vivere, il piacere di far parte di un mondo. Dobbiamo tenere presente di esserlo e di esserlo per i giovani e quindi di aiutare chi ha un ruolo pubblico a tenerlo presente sempre: qualunque comportamento può essere emulato, può essere copiato.

Cosa insegna, secondo lei, la sua storia?
E' una storia di vita prima di tutto e, come tutte le storie di vita, ci sono alti e bassi, cose belle e cose brutte, non bisogna soffermarsi troppo sulle cose brutte ma fare in modo che le cose brutte facciano da tesoro per quello che poi vuoi costruire da lì in avanti, quindi non mi sento diverso dalle storie di tante altre persone. Poi le dimensioni possono essere le più svariate.

Il calcio che educazione può dare?
Potrebbe darne molta di più. C'è molto da fare, c'è molto da crescere sicuramente, perché comunque tanti ci guardano: abbiamo una rilevanza mediatica importante, per cui c'è un importante lavoro di educazione da fare, sia nel gruppo manageriale, sia tra i giocatori, tra gli istruttori, tra gli allenatori per cui sicuramente, quando avremo più coscienza di questo ruolo, potremo fare cose migliori.

Leonardo Terenzio

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