IL TEMA

PASSAGGI

Nuove povertà economiche, culturali ed educative. Esodi di massa, ma anche scelte migratorie individuali
(volute o subite); confini geopolitici che si spostano. Eventi violenti che minano alle fondamenta la vita delle
persone. Innovazioni tecnologiche e scientifiche che cambiano il modo di comunicare, lavorare, viaggiare. E
ancora nuove professioni che nascono, magari per durare l’arco di pochi anni; lavori che mancano mentre altri
dilagano invadendo il tempo della vita famigliare e sociale. Famiglie che si compongono e ricompongono in
modi continuamente diversi. Fenomeni questi che impattano sulle dimensioni fondamentali individuali e
collettive: le diseguaglianze, la frammentazione e le solitudini aumentano e i diritti sanciti nelle carte
costituzionali e nelle dichiarazioni internazionali rischiano progressivamente di diventare nel vivere quotidiano
parole di carta svuotate di significato.
Tutto pare essere messo in discussione, ma quanto è veramente discusso e approfondito? In fasce sempre più
ampie della popolazione prevalgono paura e smarrimento che a loro volta portano ad una radicalizzazione delle
posizioni: si è, senza se e senza ma, “pro” o “contro”. Pro o contro le tecnologie, pro o contro l’accoglienza, pro
o contro l’Altro, lo straniero, l’ignoto. La tendenza sembra essere quella di rimanere in superficie avvolti nel
rumore di fondo che gli strumenti della comunicazione amplificano.
Gli adulti di oggi paiono sospesi nell’attesa di passare da un mondo che non è più ad un altro che non è
ancora. Su di loro tuttavia pesa la responsabilità di indicare una via, una strada possibile da percorrere: è loro il
compito di cercare nuovi punti di riferimento credibili per interpretare il presente e immaginare il futuro. E questo
compito interroga in modo particolare chi è chiamato con altri, ma più di altri (genitori, insegnanti, educatori) ad
accompagnare le nuove generazioni verso il domani. Quali valori e quali competenze aiuteranno gli adulti di
domani ad essere uomini e donne capaci, generosi, solidali, impegnati per sé e per gli altri? Come alimentare i
loro desideri e il coraggio di provare a realizzarli? Quali strategie per contrastare povertà e stereotipi predittivi di
disuguaglianze future?
Come i cambiamenti – tecnologici, sociali, culturali e professionali – possono diventare opportunità e non vincoli
e limiti? Famiglie e scuole, agenzie culturali ed educative non possono essere lasciate sole di fronte a questi
interrogativi. La ricerca, necessariamente collettiva, delle risposte deve partire dal ridare significato a parole
fondanti del vivere comune: democrazia, cittadinanza, solidarietà, cooperazione, diritto alla salute, alla pace,
all’istruzione e alla conoscenza…
A EDUCA si proveranno a far emergere i segni del nuovo che nasce, aprire varchi di riflessione per immaginare
nuove forme di incontro, riconoscimento e sostegno reciproco, nuovi modi di essere io e noi, di agire e abitare il
mondo.